Cari Colleghi,
come ormai consuetudine, anche quest’anno è prossimo l’evento “3 Giorni in Ordine” che si svolgerà il 18, 19 e 20 novembre presso gli Arsenali Repubblicani di Pisa.
Il tema della “Città Intelligente?”, sul quale si è orientato il Consiglio, condiviso con un gruppo di architetti che hanno risposto alla nostra richiesta di collaborazione, intende entrare nel vivo delle problematiche più attuali inerenti alle città, ai nuclei urbani in senso lato, e ai territori, intesi come organismi complessi e tra loro correlati indipendentemente dai confini amministrativi.
I progressi scientifici e tecnologici oggi dimostrano la loro piena utilità, unitamente alle criticità derivanti da un loro uso distorto. L’epoca che stiamo vivendo è in piena e ormai innegabile crisi climatica ed esige una concreta riflessione sui metodi gestionali del bene comune e sui loro fini.
Rivendicando il ruolo sociale del proprio operato all’interno delle comunità, gli architetti hanno l’obbligo etico, e quindi professionale, di chiedersi quale sia la concezione di progresso che deve guidare l’evoluzione della città e dell’habitat e come il progresso si misuri con le esigenze della società, con la felicità degli uomini e con la storia. Questo perché, nella città e nell’habitat, è l’uso corretto del progresso a determinarne la positività, come le eventuali azioni distorte e irrazionali ne causano la negatività.
A guidare le azioni nella professione dovrebbe quindi essere una sorta di positivismo evoluzionistico basato sulla potenzialità della nuova tecnologia e della ricerca e sulla loro capacità applicativa e il loro uso etico, affinché entrambe possano mirare a migliorare la vita dell’umanità.
Questo è l’unico fine plausibile di ogni azione davvero evoluta.
Nonostante le svariate conseguenze positive che intelligenza artificiale e progresso scientifico e tecnologico hanno saputo apportare in tanti settori della vita umana, in ambito sociologico si è sviluppata una forte critica nei confronti di quel progresso capace di generare conseguenze negative e disagio.
L’architettura e la conformazione attuale delle città e dei territori sommano ugualmente disagi e negatività che gli uomini hanno il compito di affrontare per evolvere. La storia ci dimostra che una scienza usata in modo scorretto è capace di sostituirsi alla spiritualità umana modificandone culture, tradizioni e azioni con effetti disastrosi per le società. Il lato oscuro della scienza è ora quanto mai evidente in ambito militare, con la perdita di interi nuclei urbani e la totale compromissione della stabilità e della vita delle popolazioni.
Dobbiamo quindi interrogarci sul progresso e sulla sua natura. Sentiamo costantemente ripetere che esso dovrebbe portare “all’incremento della produttività e a una prospettiva di sviluppo”.
Ma dobbiamo chiederci cosa sia ora, per città e territori, uno sviluppo davvero sostenibile e cosa sia, per l’uomo, quella giusta e soddisfacente produttività che non perda di vista il reale benessere e la qualità dell’habitat naturale di cui ha innegabilmente bisogno.
Come l’intelligenza artificiale possa coadiuvare coloro che si occupano di sviluppo urbano è il tema che accende il dibattito internazionale e che intendiamo affrontare insieme a voi. L’auspicio è di stimolare un quadro interpretativo degli eventi e delle trasformazioni in corso e di alimentare, con il punto di vista professionale degli architetti, quella necessaria visione collettiva capace di far fronte alle criticità attuali.
Vi invitiamo quindi ad essere numerosi e presenti ai nostri “3 Giorni in Ordine”, durante i quali coinvolgeremo studiosi, amministratori e cittadini sui temi che riguardano il futuro delle nostre città ma anche l’evoluzione della nostra civiltà.
Ci auguriamo che, durante e dopo l’evento, possiate farci pervenire le vostre considerazioni e riflessioni sui temi affrontati, al fine di contribuire a definire un punto attuale sul pensiero di una categoria professionale sempre più coinvolta nella ricerca di soluzioni contemporanee, nella multidisciplinarità, e ancora memore che, insieme a Mario Cucinella, “va ritrovata la complicità con il passato, quando una casa ben esposta era in grado di sfruttare al massimo la luce naturale e la ventilazione e aveva muri in grado di isolarla” .
Nel caso di una vostra ampia partecipazione, saremmo lieti di unire i contributi pervenuti ai nostri e a quelli dei relatori e degli intervenuti in un documento collettivo divulgabile.
Vi attendiamo numerosi.
La Presidente
e il Consiglio dell’Ordine