Leonardo Germani, Presidente Ordine degli Architetti di Pisa: «accudire il nostro passato non è una ‘raffinatezza intellettuale’ o come potrebbe pensare qualcuno, un ‘eccessivo idealismo’, viceversa preservare la propria memoria e comprenderne il passato, rappresentano irrinunciabili requisiti per la definizione dell’identità individuale e collettiva nonché per la costruzione di un futuro consapevole e responsabile».
La recente demolizione di una porzione della chiesa di San Biagio, situata a San Martino Ulmiano nel Comune di San Giuliano Terme, ha destato forte indignazione nella comunità locale e nel mondo della cultura. L’edificio sacro, già ridotto allo stato di rudere ma riconosciuto come bene di valore storico e documentario, è stato parzialmente abbattuto cancellando così un frammento significativo della memoria collettiva del territorio.
L’episodio, riportato dagli organi di stampa locali, solleva interrogativi profondi sulla tutela e sulla responsabilità condivisa del patrimonio architettonico, anche laddove esso si presenti in condizioni di degrado.
Sull’accaduto interviene l’architetto Leonardo Germani, Presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Pisa, che offre una riflessione sul valore della conservazione e sulla necessità di una coscienza collettiva volta alla tutela dei beni comuni:
La cura del patrimonio
La notizia divulgata dai giornali dell’avvenuta demolizione di ciò che era rimasto in essere dell’antica chiesa di San Biagio al Loro sita a San Martino Ulmiano, non può prescindere da una riflessione sul tema della conservazione dei nostri beni di riconosciuto valore storico documentario, anche quando questi si presentano a noi ridotti ormai allo stato di rudere.
Il nostro patrimonio costruito identifica uno dei più importanti ‘serbatoi di futuro’, allo stesso tempo è anche un insidioso banco di prova per la nostra capacità di ‘ascolto’; queste due contingenze motivano quanto sia indispensabile che tutti noi si diventi custodi e, di conseguenza, responsabili del nostro patrimonio, così da garantirne non solo l’esistenza ma influenzare e arricchire le vite delle generazioni future.

Accudire il nostro passato non è una ‘raffinatezza intellettuale’ o come potrebbe pensare qualcuno, un ‘eccessivo idealismo’, viceversa preservare la propria memoria e comprenderne il passato, rappresentano irrinunciabili requisiti per la definizione dell’identità individuale e collettiva nonché per la costruzione di un futuro consapevole e responsabile. In questa ottica il ‘patrimonio culturale’ travalica il singolo interesse privato divenendo ‘bene comune’. Tali motivi fanno si che, ogni intervento sul ‘nostro patrimonio’, e a maggior ragione le iniziative che avranno la capacità di cancellare per sempre tale memoria collettiva, debbano essere imprescindibilmente e accuratamente ponderate e, nei limiti del possibile, evitate.
Al fine di scongiurare in futuro simili ‘disattenzioni’ si rende altresì necessaria una diffusa attività di ‘educazione’ rivolta all’assimilazione da parte di tutti gli attori (professionisti e cittadini), di una seria ‘deontologia’ di rispetto e di conoscenza del patrimonio che vada ben oltre il particolare interesse del singolo.
Il presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Pisa
Arch. Leonardo Germani
Con questo intervento, l’Ordine degli Architetti di Pisa ribadisce l’urgenza di un impegno collettivo nella tutela dei beni architettonici e paesaggistici, affinché episodi simili non si ripetano e la memoria storica del territorio possa continuare a costituire un elemento fondamentale di identità e sviluppo.
(Fonte: Ufficio comunciazione)