Ordine degli Architetti pianificatori, paesaggisti, conservatori della provincia di Pisa

In ricordo di Léon Krier: il pensiero e l’eredità di un maestro del post-modernismo

Il 17 giugno 2025 si è spento Léon Krier, figura centrale del post-modernismo architettonico e voce autorevole nel dibattito internazionale sull’urbanistica contemporanea. A trent’anni dalla sua partecipazione a una mostra a lui dedicata a Pisa, presso la Limonaia di Palazzo Ruschi, l’architetto Alessandro Baldassari ne ricorda l’opera, il pensiero e l’impatto culturale in un commosso contributo scritto per Archivi di Architettura.

Krier è stato protagonista di una stagione controversa ma decisiva per la critica architettonica degli anni ’80 e ’90. Le sue riflessioni sul ruolo della città europea, sulla salvaguardia dei centri storici e sulla necessità di un’architettura a misura d’uomo, hanno segnato profondamente il dibattito progettuale, lasciando un’eredità culturale che continua a interrogarci.

Di seguito il ricordo scritto dall’Arch. Alessandro Baldassari per “Archivi di Architettura”:

 “Esattamente 30 anni fa, negli stessi giorni, era stato ospite del Centro Guidi per l’architettura e l’urbanistica per la mostra a lui dedicata organizzata presso la Limonaia di Palazzo Ruschi a Pisa. Personaggio di spicco in un periodo assai controverso per l’architettura, quello degli anni 80 e 90 del ‘900, ha espresso con forza e rigore le proprie idee sulla ricostruzione della città europea, sulla vita dei centri storici e più in generale sul rapporto tra l’uomo e l’architettura. Autore del piano sull’area ex Fondiaria a Firenze criticò con forza gli interventi che ne avevano snaturato disegno e finalità. Autore di testi importanti come “The architecture of community”, “Architecture, Urbanism and history”, “Architettura, scelta o fatalità” ha rappresentato una presenza culturale irrinunciabile. Comunque si consideri la sua ricerca, si deve comunque ricordare la sua passione per l’architettura, per un migliore futuro per la città e per il rispetto del passato. Un’impegno che lo colloca nel pantheon dell’architettura contemporanea.”