
Germani rilancia la depavimentazione: «Dobbiamo partire dalle scuole»
«Depavimentare? Partiamo dai cortili dei plessi scolastici: via il cemento, sì a terra battuta e prato. L’urgenza climatica è urbana». E’ la posizione dell’Ordine degli architetti di Pisa e del presidente Leonardo Germani contattato da La Nazione.
«Dobbiamo passare – spiega il presidente degli architetti – e lo dobbiamo fare con una certa premura dall’infrastruttura grigia a quella verde. Togliere il cemento là dove è possibile è una tessera di un mosaico più ampio ma è urgente intervenire. La depavimentazione ha un costo relativamente basso ma porta un beneficio climatico quasi istantaneo o comunque percepibile. Inoltre togliere l’asfalto il cemento dalle scuole comporta un altro beneficio ancora e cioè una socializzazione diversa più qualitativa grazie al prato, al verde, alla terra battuta».
Genova e Firenze si sono mosse su questa linea.
«Ancor prima Barcellona nel 1992 in occasione delle Olimpiadi. Si decise di fare tanti micro progetti di verde urbano ricalcando il modello rinascimentale italiano. Oggi siamo indietro si deve recuperare».
L’Ordine degli architetti ha una indica la direzione da seguire: «Diviene così azione sostanziale e vitale pensare concretamente a rinaturalizzare la città, restituendo spazio alla componente verde che anno dopo anno è stata sacrificata all’interno dei nostri centri urbani. Si tratta di una priorità istituzionale non più legata a istanze puramente estetiche, bensì a precise necessità funzionali e sanitarie per garantirci un futuro vivibile. Interventi mirati di depavimentazione, volti a sostituire i materiali che trattengono caldo con superfici a basso accumulo termico, uniti all’incremento del patrimonio arboreo, garantirebbero una netta riduzione delle temperature massime giornaliere. Questo dato renderebbe fattibile la possibilità di adattare i centri abitati a un clima che si manifesta già irreversibilmente cambiato, salvaguardando al contempo la salute pubblica e la sostenibilità economica dei territori».
LA PROPOSTA
«Depavimentare? Partiamo dai cortili dei plessi scolastici»
La chiosa è ancora affidata a Germani. «Questa non sarà l’ultima estate caldissima. Dobbiamo recuperare partiamo proprio dalle città. Il cambiamento climatico si abbatte su persone fragili sia dal punto di vista della salute, pensiamo agli anziani, sia dal punto di vista economico. Il clima così come è ora, non fa sconti a chi non può difendersi coi benefici di chi ha redditi alti».
Articolo di Carlo Venturini © RIPRODUZIONE RISERVATA